Dott.ssa Fabiana Mucci

Sono laureata in Dietologia presso la Facoltà “Università degli Studi G. D’annunzio” e ho conseguito attraverso due Master il titolo di Zone Consultant.

Pratico da svariati anni l’attività libero-professionale affiancata da specialisti qualificati in campo medico e psicologico. La mia collaborazione lavorativa presso una struttura specializzata nel trattamento multidisciplinare dei Disturbi del Comportamento Alimentare, mi ha permesso di acquisire esperienza nella terapia riabilitativa delle patologie quali Obesità, Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Binge Eating Disorders e altri DCA .

Il mio compito in qualità di Dietista è quello di aiutare ciascuno di voi a recuperare o mantenere lo stato di salute e il benessere fisico, attraverso un nuovo e corretto modo di alimentarsi.

Pensare diversamente al cibo non è solo uno stile di vita, ma anche una “forma mentis”, una strategia vincente per gestire il peso, per rallentare l’invecchiamento, per essere efficienti, per conquistare vigore fisico e lucidità mentale.

 

"La nostra relazione con il cibo è un sentiero inaspettato. E' una porta, non un muro, un'apertura, non una chiusura. Tutto ciò che credi sullamore, sul cambiamento, sulla gioia e sulle possibilità si rivela in come, quando e cosa mangi. Il mondo è nel tuo piatto."

FABIANA MUCCI -

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CARNI ROSSE: UFFICIALMENTE CANCEROGENE?

L’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha decretato che le carni processate (come salumi, salsicce e wurstel) sono cancerogene per l’uomo, con un verdetto che guarda direttamente nel piatto di milioni di consumatori  e che è pertanto destinato a far preoccupare e discutere. Tali sono le carni  che hanno subito un processo di lavorazione che ne prolunghi la conservazione o ne alteri il gusto, come affumicatura, salatura, stagionatura, aggiunta di conservanti. Sono questi procedimenti, così come alcuni tipi di cottura come quella alla brace, ad aumentarne il rischio cancerogeno. Ecco perché la pericolosità della carne rossa (come quella di manzo, vitello, agnello, maiale) non lavorata e cotta in un certo modo e a certe temperature risulta inferiore.

Alcuni componenti dei cibi sono mutageni (capaci di danneggiare il DNA) e quindi potenzialmente cancerogeni. Il ferro-eme, abbondante nelle carni rosse, promuove lo sviluppo di tumori intestinali in quanto favorisce la sintesi delle nitrosamine che si formano nell’ambiente acido dello stomaco dalla reazione dei nitriti con i prodotti del metabolismo degli aminoacidi. Nelle carni conservate che sono trattate con nitriti e nitrati, il ferro-eme è nitrosilato e si stima che sia 5/6 volte più efficiente nel promuovere il cancro. Tuttavia i sali di calcio, la vitamina C, le fibre vegetali e i vari polifenoli ne riducono l’effetto deleterio, per cui è raccomandabile, se si mangia carne, associarla a verdure e frutta fresca.

Altre sostanze cancerogene, le ammine eterocicliche, si formano nella cottura della carne ad alta temperatura, o nella cottura prolungata.

Non ci sono dati a sufficienza per stabilire se vi siano metodi di cottura più sicuri, né per dire se il consumo di carne cruda possa scongiurare i rischi citati: in questo caso però, a minacciare seriamente la nostra salute sarebbe il rischio di infezioni.

Lo studio ha piuttosto una forte importanza per la salute pubblica e invita a limitare il consumo di carne rossa, la cui dose giornaliera media, tra chi la include nella dieta, è di 50-100 grammi a persona;  va consumata pertanto in basse quantità, una o due volte alla settimana nell’ambito di una dieta che preveda altre fonti proteiche come pesce, carni bianche, legumi, uova.  Ancora una volta, servono equilibrio e buon senso, evitare allarmismi e ripensare più a fondo a quello che mettiamo nel piatto!

 

Omega 3 e salute

Le cellule che compongono un essere umano hanno una membrana composta da acidi grassi ;
due di questi, vengono chiamati essenziali perchè il nostro organismo non è in grado di produrli e li deve trovare necessariamente in ciò che mangiamo. Sono gli acidi grassi a catena lunga omega 3 e omega-6. Gli omega-3 li troviamo in fonti vegetali, come l olio di semi di lino, e in fonte marine come i pesci e le alghe. Gli omega-6 li troviamo in molti oli da cottura e nel tuorlo d’ uovo, fegato e grasso di carni rosse.
Un giusto equilibrio tra gli omega-6 omega-3 è determinante per la nostra salute, la prevenzione delle malattie e la performance sportiva. Più questo rapporto è elevato, più aumentano le malattie cronico degenerative (infarto, cancro, malattie infiammatorie) è pertanto decisivo cercare di riequilibrare l’ assunzione di questi due grassi essenziali. La fornitura di omega-3 nell’ alimentazione quotidiana in Italia, pur mangiando il pesce due o tre volte alla settimana è insufficiente, pertanto se ne consiglia l’integrazione.
Essendo estratto dai pesci, questo acido grasso a catena lunga omega-3, può presentare alcuni rischi. Sappiamo che i pesci al giorno d’ oggi vivono in mari inquinati, se gli omega-3 che assumiamo non sono stati adeguatamente purificati e concentrati, rischiamo di introdurre nel nostro organismo non solo questi acidi grassi favorevoli ma anche dei contaminanti come mercurio, pcb, diossina.
Tra le patologie che traggono sicuramente vantaggio dall’ integrazione di questi acidi grassi omega-3 ci sono: cardiopatie, cancro, depressione e malattie neurologiche, malattie della pelle, tutte le malattie di base infiammatoria, l’ ipertensione, problemi ginecologici, etc.

 

 

OLIO DI PALMA

L’olio di palma è un grasso da condimento di origine vegetale, viene ottenuto spremendo il mesocarpo (o polpa) del frutto;

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Paleodieta

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