Dott.ssa Fabiana Mucci

Sono laureata in Dietologia presso la Facoltà “Università degli Studi G. D’annunzio” e ho conseguito attraverso due Master il titolo di Zone Consultant.

Pratico da svariati anni l’attività libero-professionale affiancata da specialisti qualificati in campo medico e psicologico. La mia collaborazione lavorativa presso una struttura specializzata nel trattamento multidisciplinare dei Disturbi del Comportamento Alimentare, mi ha permesso di acquisire esperienza nella terapia riabilitativa delle patologie quali Obesità, Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Binge Eating Disorders e altri DCA .

Il mio compito in qualità di Dietista è quello di aiutare ciascuno di voi a recuperare o mantenere lo stato di salute e il benessere fisico, attraverso un nuovo e corretto modo di alimentarsi.

Pensare diversamente al cibo non è solo uno stile di vita, ma anche una “forma mentis”, una strategia vincente per gestire il peso, per rallentare l’invecchiamento, per essere efficienti, per conquistare vigore fisico e lucidità mentale.

 

"La nostra relazione con il cibo è un sentiero inaspettato. E' una porta, non un muro, un'apertura, non una chiusura. Tutto ciò che credi sullamore, sul cambiamento, sulla gioia e sulle possibilità si rivela in come, quando e cosa mangi. Il mondo è nel tuo piatto."

FABIANA MUCCI -

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Le spezie: potenti alleati della nostra salute

Le spezie orientali, come curcuma, zenzero, pepe, cannella sono ormai immancabili nelle nostre cucine, il  loro successo è certamente dovuto al gusto e ai colori, capaci di impreziosire molte ricette, ma si sente sempre più spesso parlare di spezie e proprietà benefiche delle quali sono portatrici. Esse si presentano in diverse forme: macinate, ottenendo in questo modo un sapore più intenso, fresche, come lo zenzero, che si può utilizzare affettato o grattugiato, oppure anche intere, come avviene per i baccelli di vaniglia o le bacche di cardamomo; ma analizziamone più da vicino le caratteristiche.

Curcuma

Secondo recenti studi, la famosa spezia di origine indiana è in grado di rinforzare il nostro organismo e il sistema immunitario. La curcumina, prezioso antiossidante, aumenterebbe i livelli di una proteina che regola la risposta immunitaria innata fondamentale per proteggere l’organismo dall’attacco di virus, funghi e batteri ;inoltre aiuta prevenire il cancro aumentando in modo naturale l’effetto benefico della chemioterapia nel trattamento di dei tumori; contrasta l’azione dei radicali liberi e rallenta così i processi di invecchiamento; è utile per prevenire e combattere l’artrite reumatoide e ha anche proprietà antinfiammatorie, antisettiche e antidolorifiche. Per aumentarne la biodisponibilità è bene assumerne un cucchiaino tutti i giorni insieme al pepe in aggiunta ai condimenti delle nostre pietanze.

Zenzero

Le virtù dello zenzero sono a dir poco straordinarie; esso favorisce la digestione ed aiuta l’organismo a depurarsi. È perfetto per la preparazione di tisane da assumere per la cura e la prevenzione di mal di gola, raffreddore e influenza. Studi scientifici ne hanno dimostrato l’efficacia come antidolorifico in caso di artrite. Contribuisce inoltre a ridurre i gonfiori e i stati di ritenzione idrica. Lo zenzero inoltre migliora la digestione delle proteine e dei carboidrati, e si rivela un potente antiemetico in caso di nausea.

Pepe

Oltre ad impreziosire gli alimenti, il pepe contribuisce a prolungarne la conservazione e può essere d’aiuto per regolarizzare le funzioni digestive migliorando l’assorbimento di molti nutrienti. In effetti, se consumato senza abusarne, il pepe fa bene allo stomaco e al fegato  per chi ne apprezza le virtù culinarie . Il pepe nero, tra tutti è il più piccante e aromatico; in esso spiccano sostanze quali potassiofosforoferrocalcio e niacina. Oltre che come condimento, il pepe è usato come stimolante gastrico e nervoso, ed esternamente come insetticida. Con la sua piperina è dotata di proprietà fitoterapiche interessanti, sfruttate prevalentemente negli integratori dimagranti, i cosiddetti “termogenici”.

 

Cannella

 

I motivi per aggiungere un pizzico di cannella nella nostra alimentazione e nella preparazione delle tisane sono tanto numerosi quanto le sue proprietà benefiche. La cannella regola il livello degli zuccheri nel sangue, combatte il raffreddore, la nausea, i virus intestinali e i dolori mestruali; è, inoltre, una buona fonte di manganese, ferro e calcio. Migliora la memoria ed è un alleato prezioso contro il raffreddore e il mal di gola. Le sono state attribuite anche proprietà anticancro. La cannella è infinitamente versatile: funziona con piatti dolci e salati pertanto se ne consiglia un uso quotidiano nella preparazione o in aggiunta a diverse pietanze.

Alimentazione e difese immunitarie

Come il cibo ci può proteggere dalle aggressioni virali

La prevenzione dei malanni passa anche dalla tavola, per questo è importante non solo prevenire e proteggersi, ma farlo soprattutto con gusto. Tutte le cellule, i tessuti e gli organi del nostro corpo sono costituiti dagli stessi elementi che introduciamo ogni giorno con la dieta, si evince quindi che noi “siamo quello che mangiamo”; se si tenesse conto di questa semplice verità, ampiamente trascurata, e se ne conoscessero tutte le implicazioni sulla salute, benessere ed efficienza psicofisica, probabilmente le nostre scelte alimentari sarebbero molto più attente e ponderate.

Anche l’attività del sistema immunitario è profondamente influenzata dal modo in cui ci si nutre, sul piano sia dei macronutrienti che forniscono energia e substrati per costruire nuove cellule difensive (linfociti e macrofagi) e anticorpi, sia dei micronutrienti che intervengono come cofattori nell’attività di molti enzimi chiave della replicazione e del metabolismo cellulari. Mangiare troppo o troppo poco, in modo sbilanciato o privilegiando cibi pronti/conservati ricchi di calorie, ma poveri di sostanze utili, può impedire al nostro apparato difensivo di essere pienamente efficiente e reagire nel migliore dei modi agli attacchi di virus e batteri, esponendoci a un maggior rischio di ammalarci. E’ importante quindi fare scelte consapevoli e riempire il carrello del supermercato con i cibi giusti. Vediamo come.

Acquistare innanzitutto verdure fresche e frutta di stagione perché sono ricche di vitamine e sali minerali.

Preziose in questo periodo dell’anno sono le crucifere (broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cavolo verza, cime di rapa..) dalle proprietà antiossidanti e ad azione antitumorale grazie alla presenza di polifenoli (sulforafano, I3C…) utili nella prevenzione di diversi tipi di neoplasie; inoltre questi ortaggi sono ricchi di zolfo, iodio, potassio, calcio, vit C e vit K. Altrettanto importanti sono le verdure come la zucca gialla, cavolo rosso, carote viola/arancio per la presenza di carotenoidi e vit A utili per la salute della pelle e degli occhi.

Si alla frutta, anche frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole…)  ma con moderazione perché naturalmente ricca di fruttosio e di poliammine l’una e di grassi polinsaturi l’altra. Di poliammine sono ricchi soprattutto gli agrumi (ad eccezione dei limoni), banane e frutta tropicale; tali sostanze sono collegate a diverse patologie degenerative e , in particolare, sono caratteristici nelle cellule tumorali. Prediligere pertanto frutta locale e con un più moderato contenuto di zuccheri.

I legumi sono alimenti dall’elevato valore nutritivo, in grado di supportare le difese immunitarie e numerose altre funzioni fondamentali dell’organismo. In generale, i legumi sono un’ottima fonte di proteine, anche se meno “nobili” di quelle degli alimenti di origine animale e vanno sempre abbinati ai cereali (riso integrale e piselli, grano saraceno e fagioli, zuppa di ceci ecc.) si ottiene un piatto completo dal punto di vista della composizione in amminoacidi. Inoltre, i legumi forniscono proporzioni variabili di acidi grassi insaturi (più abbondanti nei ceci) e carboidrati a lenta assimilazione (più abbondanti in piselli e fagioli).

 

Altri alimenti che, in virtù del loro contenuto di micronutrienti essenziali, possono sostenere le difese naturali dell’organismo sono le spezie e le erbe aromatiche, vantaggiose anche perché permettono di rendere più appetitosi i cibi senza aggiungere troppo sale.

Tra queste, meritano di essere ricordati soprattutto il peperoncino (fonte C e vitamina A e dotato di proprietà antivirali e antibatteriche), rosmarino e basilico (ricchi di vitamina C, A e ferro), il pepe (contenente ferro e rame. Utili per rafforzare le difese immunitarie sono anche zafferano e curcuma, grazie al contenuto di vitamina A e curcumina, sostanza caratterizzata da proprietà antinfiammatorie.

Infine lo zenzero dotato di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antipiretiche.

Limitare il consumo delle carni (massimo un paio di volte a settimana) e di latticini e formaggi (per la presenza di caseina e fattori di crescita). Prediligere carni di allevamenti sostenibili per le maggiori concentrazioni di diversi nutrienti benefici, quali l’Acido Linoleico Coniugato (CLA), dalle proprietà antitumorali e un maggior contenuto di acidi grassi monoinsaturi e omega 3.

Si al pesce preferibilmente quello azzurro e di piccola taglia perché ricco di preziosi omega 3, vit A, vit del

Gruppo B e vit D e alle uova.

In tutti i casi è bene fare un’alimentazione varia seguendo la stagionalità degli alimenti e prendendo da essi tutte le sostanze di cui sono naturalmente dotati perché sono esse che contribuiscono al  rafforzamento dei nostri meccanismi di difesa biologici.

CARNI ROSSE: UFFICIALMENTE CANCEROGENE?

L’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha decretato che le carni processate (come salumi, salsicce e wurstel) sono cancerogene per l’uomo, con un verdetto che guarda direttamente nel piatto di milioni di consumatori  e che è pertanto destinato a far preoccupare e discutere. Tali sono le carni  che hanno subito un processo di lavorazione che ne prolunghi la conservazione o ne alteri il gusto, come affumicatura, salatura, stagionatura, aggiunta di conservanti. Sono questi procedimenti, così come alcuni tipi di cottura come quella alla brace, ad aumentarne il rischio cancerogeno. Ecco perché la pericolosità della carne rossa (come quella di manzo, vitello, agnello, maiale) non lavorata e cotta in un certo modo e a certe temperature risulta inferiore.

Alcuni componenti dei cibi sono mutageni (capaci di danneggiare il DNA) e quindi potenzialmente cancerogeni. Il ferro-eme, abbondante nelle carni rosse, promuove lo sviluppo di tumori intestinali in quanto favorisce la sintesi delle nitrosamine che si formano nell’ambiente acido dello stomaco dalla reazione dei nitriti con i prodotti del metabolismo degli aminoacidi. Nelle carni conservate che sono trattate con nitriti e nitrati, il ferro-eme è nitrosilato e si stima che sia 5/6 volte più efficiente nel promuovere il cancro. Tuttavia i sali di calcio, la vitamina C, le fibre vegetali e i vari polifenoli ne riducono l’effetto deleterio, per cui è raccomandabile, se si mangia carne, associarla a verdure e frutta fresca.

Altre sostanze cancerogene, le ammine eterocicliche, si formano nella cottura della carne ad alta temperatura, o nella cottura prolungata.

Non ci sono dati a sufficienza per stabilire se vi siano metodi di cottura più sicuri, né per dire se il consumo di carne cruda possa scongiurare i rischi citati: in questo caso però, a minacciare seriamente la nostra salute sarebbe il rischio di infezioni.

Lo studio ha piuttosto una forte importanza per la salute pubblica e invita a limitare il consumo di carne rossa, la cui dose giornaliera media, tra chi la include nella dieta, è di 50-100 grammi a persona;  va consumata pertanto in basse quantità, una o due volte alla settimana nell’ambito di una dieta che preveda altre fonti proteiche come pesce, carni bianche, legumi, uova.  Ancora una volta, servono equilibrio e buon senso, evitare allarmismi e ripensare più a fondo a quello che mettiamo nel piatto!

 

Omega 3 e salute

Le cellule che compongono un essere umano hanno una membrana composta da acidi grassi ;
due di questi, vengono chiamati essenziali perchè il nostro organismo non è in grado di produrli e li deve trovare necessariamente in ciò che mangiamo. Sono gli acidi grassi a catena lunga omega 3 e omega-6. Gli omega-3 li troviamo in fonti vegetali, come l olio di semi di lino, e in fonte marine come i pesci e le alghe. Gli omega-6 li troviamo in molti oli da cottura e nel tuorlo d’ uovo, fegato e grasso di carni rosse.
Un giusto equilibrio tra gli omega-6 omega-3 è determinante per la nostra salute, la prevenzione delle malattie e la performance sportiva. Più questo rapporto è elevato, più aumentano le malattie cronico degenerative (infarto, cancro, malattie infiammatorie) è pertanto decisivo cercare di riequilibrare l’ assunzione di questi due grassi essenziali. La fornitura di omega-3 nell’ alimentazione quotidiana in Italia, pur mangiando il pesce due o tre volte alla settimana è insufficiente, pertanto se ne consiglia l’integrazione.
Essendo estratto dai pesci, questo acido grasso a catena lunga omega-3, può presentare alcuni rischi. Sappiamo che i pesci al giorno d’ oggi vivono in mari inquinati, se gli omega-3 che assumiamo non sono stati adeguatamente purificati e concentrati, rischiamo di introdurre nel nostro organismo non solo questi acidi grassi favorevoli ma anche dei contaminanti come mercurio, pcb, diossina.
Tra le patologie che traggono sicuramente vantaggio dall’ integrazione di questi acidi grassi omega-3 ci sono: cardiopatie, cancro, depressione e malattie neurologiche, malattie della pelle, tutte le malattie di base infiammatoria, l’ ipertensione, problemi ginecologici, etc.

 

 

OLIO DI PALMA

L’olio di palma è un grasso da condimento di origine vegetale, viene ottenuto spremendo il mesocarpo (o polpa) del frutto;

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