OLIO DI PALMA

L’olio di palma è un grasso da condimento di origine vegetale, viene ottenuto spremendo il mesocarpo (o polpa) del frutto; è possibile ricavare una porzione grassa anche dal seme, ottenendo il così detto “olio di palmisto o di palmisti” . In definitiva, dai frutti della palma si ricavano due tipologie differenti di olio commestibile, spesso utilizzati anche in ambito cosmetico.

L’olio di palma è naturalmente di colore rossastro, in merito all’elevato contenuto di beta-carotene (pro vitamina A) della polpa del frutto, anch’essa arancione. Non a caso, l’olio di palma non raffinato viene comunemente detto olio rosso di palma. E’ un errore piuttosto comune confondere l’olio di palma con quello di palmisti o di cocco (Cocos nucifera); tuttavia, i tre prodotti risultano qualitativamente  differenti tra loro per:

Proprio in merito all’elevata percentuale di grassi saturi, assieme all’olio di cocco, l’olio di palma e quello di palmisti sono tra i pochi grassi di origine vegetale solidi a temperatura ambiente.

L’olio di palma è ricco in acidi grassi saturi a lunga catena (normalmente abbondanti nelle carni, nei formaggi e in generale nei grassi animali); in esso abbonda in particolare l’acido palmitico, a cui diversi studi (compresi i rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS) attribuiscono un effetto ipercolesterolemizzante e aterogeno che aumenta il rischio cardiovascolare; occorre segnalare anche discrete percentuali dell’acido monoinsaturo oleico, tipico invece degli oli più “salutari” come quello di oliva. Dal punto di vista commerciale, l’olio di palma presenta alcune interessanti caratteristiche:

  1. ottima sapidità;
  2. ottima resistenza all’ossidazione (NON irrancidisce facilmente);
  3. basso costo di produzione.

Per queste peculiarità viene ampiamente utilizzato nell’industria dolciaria, dove può essere utilizzato come tale o sottoposto a vari procedimenti per la produzione di margarina. Grazie all’alto punto di fumo, l’olio di palma viene anche utilizzato per friggere, e grazie al costo contenuto, è preferito rispetto a grassi più nobili; un classico esempio è il suo impiego in parziale sostituzione del burro di cacao nella produzione di creme al cioccolato spalmabili.

Negli ultimi tempi c’è stato un allarmismo generale relativamente all’uso di olio di palma, in parte giustificato da una composizione chimica decisamente diversa rispetto a quella di altri oli vegetali, solo pochi studi scientificamente validi hanno indagato gli effetti specifici dell’acido palmitico sul rischio coronarico e cardiovascolare.
Nonostante l’opinione pubblica abbia già ampiamente espresso il suo parere negativo sugli effetti dell’olio di palma sullo stato di salute, la letteratura scientifica sembra molto più cauta nell’esprimersi.
In attesa di ulteriori studi, la sostituzione dell’olio di palma con oli vegetali a maggior concentrazione di acido oleico, sembra rappresentare una mossa preventiva degna di buon senso.